Neuroni si attivano in caso di quelle note, come ad esempio la nonna o la mamma

Cosa succede nel nostro cervello quando sentiamo una voce familiare? Esistono neuroni addetti al riconoscimento vocale? Probabilmente sì, sostiene Christopher Petkov dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università di Newcastle, che ha presentato oggi i risultati della sua ricerca durante il Forum europeo delle Neuroscienze a Milano. Lo studioso ha individuato ‘un’area delle voci’ nel cervello. Già da tempo è nota l’esistenza di alcuni neuroni specifici per il riconoscimento dei volti; secondo Petkov per le voci potrebbe essere lo stesso. Eppure i ‘neuroni visivi’ probabilmente funzionano in modo diverso dai ‘neuroni uditivi’: mentre il nostro cervello reagisce al riconoscimento del singolo volto familiare, per le voci non è così.

“Non esiste il neurone della voce della nonna”, spiega Petkov. “C’è invece una specifica categoria di neuroni che si attivano quando sentiamo voci conosciute”. Con il suo gruppo di ricerca e in collaborazione con il Max Planck Institute tedesco, Petkov ha condotto per la prima volta alcuni esperimenti sui primati, dimostrando che nelle scimmie esistono alcuni neuroni particolarmente sensibili alla voce. In questo studio, scansioni del cervello hanno rilevato l’attivazione di una sorta di ‘area delle voci’, collocata nei lobi temporali. Non è stata identificata un’associazione specifica neurone-voce, quindi, ma un’intera zona del cervello, che Petkov ha definito “un piccolo mondo”.

“Ci siamo stupiti nel constatare che gli stessi neuroni si attivano quando sentiamo voci diverse” ha commentato il ricercatore. “È come se i neuroni dicessero ‘ecco, questa è una voce che appartiene alla mia stessa specie’, e si attivassero proprio a seguito del riconoscimento vocale”. In altri studi, Petkov e colleghi hanno anche indagato la risposta dei neuroni della voce in risposta a stimoli multipli. L’obiettivo era indagare le possibili associazioni tra il riconoscimento della voce e quello dei volti.

“Ci siamo chiesti quanto questa regione del cervello sia multisensoriale, e fino a che punto sia possibile mettere insieme volti e voci” racconta il ricercatore. Durante l’esperimento, le scimmie sono state sottoposte a stimoli uditivi, visivi, e infine audiovisivi, ed è stata analizzata la loro risposta cerebrale. Nel caso della regione uditiva, i neuroni rispondevano alle voci ma non ai volti, ma mostravano una sensibilità alla combinazione dei due stimoli. Al contrario, nelle regioni multisensoriali individuate da Petkov, i neuroni rispondevano sia alle voci che ai volti, così come alla loro combinazione. “Questo dimostra che gli stimoli visivi e uditivi sono strettamente collegati”, conclude Petkov. “La voce è come una ‘faccia sonora’: per questo studiare i meccanismi di riconoscimento vocale può dirci molto anche sul sistema visivo”.

FONTE: doctorslife.it

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *