Per ictus si intende perdita di funzione del cervello per un insufficiente apporto di sangue a un’area più o meno estesa dell’organo (ictus ischemico) o per uno stravaso di sangue (ictus emorragico).

Si caratterizza per rapida comparsa di segni e/o sintomi, dalla durata superiore alle 24 ore;

I principali fattori di rischio sono l’ipertensione, l’aterosclerosi, il fumo di sigaretta e l’abuso di alcool. I sintomi sono diversi e dipendono da fattori differenti, come la gravità dell’ictus, l’area di cervello colpita, le cause ecc.  La sintomatologia può, quindi, essere più o meno reversibile nel breve periodo, mentre le conseguenze a lungo termine possono essere parzialmente corrette da un’adeguata riabilitazione.

La terapia più appropriata si pianifica, caso per caso, in base alle caratteristiche dell’ictus, che colpisce un individuo. Sono essenziali la rapidità e la tempestività dei soccorsi, nonché la prevenzione.

Il termine aneurisma identifica una dilatazione patologica permanente di un vaso sanguigno, solitamente arterioso. Il rigonfiamento, che ricorda una pallina, rende la parete vasale più debole e soggetta a rotture. Una volta che il vaso si rompe, da esso fuoriesce sangue, talvolta anche in quantità notevoli. L’emorragia danneggia il tessuto circostante il luogo di fuoriuscita e priva dell’ossigeno e dei nutrienti essenziali le aree, a cui il sangue perso era destinato.

Un aneurisma può svilupparsi nell’encefalo o nell’aorta, con esiti drammatici.

Fattori di Rischio

I fattori di rischio, connessi alla comparsa di un ictus, sono numerosi. Possono distinguersi in due categorie: i fattori di rischio potenzialmente trattabili e i fattori di rischio non trattabili.

Per fattori di rischio potenzialmente trattabili s’intendono tutte quelle situazioni, legate anche a un attacco di cuore, per le quali esiste un rimedio, farmacologico o di tipo comportamentale. Per esempio, l’ipertensione cronica (una dei principali fattori di rischio di ictus) può essere trattata sia mediante farmaci ipotensivi sia adottando un sano stile di vita (dieta iposodica e movimento).

Per fattori di rischio non trattabili, invece, s’intendono alcune caratteristiche del paziente non modificabili, come per esempio l’età, la razza, la predisposizione genetica ecc.

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