I disturbi cognitivi dell’invecchiamento si diffondono di pari passo con l’aumento dell’aspettativa di vita, e con il conseguente incremento del numero di anziani. Tra questi quello più frequente è la Malattia di Alzheimer, che colpisce una larga fetta della popolazione dei paesi industrializzati, agendo in modo subdolo.

Più nel dettaglio, la malattia di Alzheimer è’ una malattia che colpisce la memoria e le funzioni mentali (ad es. il pensare, il parlare, ecc.), ma può causare altri problemi come confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

All’inizio i sintomi – qualche difficoltà a ricordare e la perdita delle capacità intellettive – possono essere così lievi da passare inosservati, sia all’interessato che ai familiari e agli amici. Ma, col progredire della malattia, i sintomi diventano sempre più evidenti, e cominciano a interferire con le attività quotidiane e con le relazioni sociali. Le difficoltà pratiche nelle più comuni attività quotidiane, come quella di vestirsi, lavarsi o andare alla toilette, diventano a poco a poco così gravi da determinare, col tempo, la completa dipendenza dagli altri.

Disturbi cognitivi primitivi più rari sono la Demenza Fronto-temporale, la Malattia a Corpi di Levy, la Degenerazione Cortico-basale.

 

 

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